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“Il Signore Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui” (Mt 3,13).
IN MEMORIA DI BENEDETTO XVI
Il 31 dicembre 2022 ha concluso il suo cammino terreno il Papa emerito Benedetto XVI. La nostra Comunità lo ha ricordato e ha pregato per lui. In particolare, mercoledì 4 gennaio scorso, alle ore 20.30 in chiesa prepositurale è stata celebrata la S. Messa in suo suffragio, come debito di riconoscenza nei confronti di chi, come successore dell’apostolo Pietro, ha guidato la Chiesa, accogliendo l’invito di Gesù “Pasci le mie pecore” (Gv 21,17). Nelle parole che Papa Francesco ha pronunciato all’inizio dell’Udienza Generale del 4 gennaio scorso troviamo la sintesi di quello che ha rappresentato il Pontificato di Benedetto XVI: “è stato un grande maestro di catechesi. Il suo pensiero acuto e garbato non è stato autoreferenziale, ma ecclesiale, perché sempre ha voluto accompagnarci all’incontro con Gesù. Gesù, il Crocifisso risorto, il Vivente e il Signore, è stata la meta a cui Papa Benedetto ci ha condotto, prendendoci per mano. Ci aiuti a riscoprire in Cristo la gioia di credere e la speranza di vivere”.

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La fede ci dice che quel Bambino che noi contempliamo nel Mistero del suo Natale è il Figlio di Dio, è il Salvatore del mondo. La fede ci insegna che Gesù è la speranza che non delude, è il significato vero per ogni momento di vita, è la forza spirituale della nostra esistenza. In tutto questo c’è da stupirsi. È lo stupore il sentimento umano del Natale cristiano. Nello stupore c’è grandezza d’animo e sensibilità profonda. Di stupore abbiamo bisogno per sentirci piccoli ed autentici di fronte alla grandezza e alla bellezza di questo Mistero. Il Natale è Mistero che suscita stupore e sa aprire il cuore alla novità di Dio che si fa uomo e viene ad abitare nel nostro tempo. Questo stupore non può rimanere qualcosa di superficiale o di sterile, fermandosi magari all’esperienza, sia pure bella, di alcuni buoni sentimenti, che vengono descritti nell’atmosfera natalizia. Lo stupore domanda invece una risposta concreta e chiede in noi un cambiamento di vita. Lo stupore davanti al presepio esige la conversione della vita. Anche a noi viene chiesto di dare gloria a Dio con la nostra vita; dar gloria a Dio con una vita rinnovata. Gesù è luce, dona gioia e conduce a libertà. È questo il messaggio del Natale. Come stride il contrasto tra il Natale di Gesù, la sua semplicità e la sua povertà, e lo spreco del Natale che celebriamo; tra la via del silenzio e del nascondimento scelta da Gesù per venire in mezzo a noi e il chiasso delle nostre città! Lasciamoci illuminare da Gesù, accogliamo la sua gioia, lasciamoci condurre sulla via della libertà dal male. Egli è amore che si dona. E chiede a noi di essere come Lui. È questo l’augurio che si fa preghiera per tutti e per ciascuno, a cominciare da chi soffre nel corpo o nello spirito, da chi è solo o emarginato, da chi vive il proprio cammino di vita senza ideali o lontano da una ricerca di senso. Per tutti è nato Gesù.
Mons. Angelo, con i Sacerdoti, i Consacrati e le Consacrate, il Consiglio Pastorale, il Consiglio per gli Affari Economici e il Consiglio dell’Oratorio

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«QUALE CIELO FU L’UMILE TETTO DI NAZARETH»: l’Incarnazione
In questa ultima settimana che ci separa dal Natale vogliamo vivere questi giorni con lo stesso animo di Maria e Giuseppe nei giorni di attesa della nascita di Gesù, così da cogliere pienamente il grande dono dell'Incarnazione. San Charles de Foucauld sottolinea che, come San Giuseppe, noi abbiamo Nostro Signore vicino a noi, nel tabernacolo; e come la Santa Vergine, Lo abbiamo in noi, corporalmente nel momento della comunione sacramentale, spiritualmente per mezzo della comunione spirituale. Viviamo quindi ogni giorno la grandezza del dono dell’Incarnazione di Gesù ricercando un momento di silenzio da donargli, per stare con Lui, senza inutili parole, lasciandoci invadere dalla felicità che la contemplazione di Gesù ci può donare. Come Maria e Giuseppe affidiamoci totalmente a Dio per essere partecipi del Suo piano di salvezza e portare un piccolo frammento di Cielo nella nostra comunità e nel mondo intero.

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«DIO ABITA IN MEZZO A NOI»: per amore!
In questa quinta domenica d’Avvento san Charles de Foucauld ci aiuta a riflettere attorno al Mistero dell’Incarnazione come vittoria della Luce sulle tenebre. Siamo aiutati dalle sue parole a comprendere come proprio la vicinanza di Dio ci aiuta a non credere che il nostro sguardo sia sufficiente come metro di comprensione del mondo attorno a noi. È necessario che esso venga illuminato, attraverso la grazia dello Spirito Santo che ci è donato. Proprio cercando la Presenza di Dio in mezzo a noi (nella sua Parola e nell’Eucaristia) possiamo imparare da Lui a desiderare il Bene. Così comprenderemo anche la distanza tra come “l’anima pura” e “l’anima peccatrice”, e cercheremo di vivere ogni gesto come Lui vuole.