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«MIO DIO, COME SEI BUONO! PERCHÉ SEI NATO?»: per amore!
In questa quarta domenica la domanda che ci accompagna in questo cammino d'Avvento trova la sua risposta. Perché Dio è nato? Per amore. San Charles de Foucauld ci aiuta a comprendere come questo gesto incarna la natura di Dio. Per salvarci e santificarci il Signore poteva agire in tanti modi, e venire nel mondo non era l'unica strada per attirare a Sé tutti; ma sceglie di nascere perché questo è un mezzo pieno di amore infinito e questa è la sua natura. Dio agisce sempre per amore e vuole che noi impariamo da Lui. Guardiamo quel piccolo bambino che, già appena nato, nella mangiatoia, ci tende le braccia e per tutta la sua vita compie ogni suo atto solo per amore. Fermiamoci davanti a questo Dio e chiediamogli di saperLo imitare e di agire in tutto, come Lui, per amore. Vivere il Natale ci chiede di rendere ancora presente sulla terra quell’amore infinito che è l’essenza di Gesù.

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SAN GIOVANNI BATTISTA, UN ESEMPIO DA IMITARE: scrutiamo le Scritture
In questa terza settimana di Avvento la vita di Giovanni Battista diventa per noi un esempio che ci interroga, ci mette in discussione e ci chiede di imitarlo. Colui che già prima di nascere rende testimonianza a Gesù, ci invita a fare un passo avanti nel nostro cammino di fede, così come ha fatto con i suoi discepoli: riconoscere la grandezza di Dio che si fa Messia per noi, per portarci tutti a salvezza, e allo stesso tempo la nostra piccolezza che senza di Lui non può fare nulla. Come sottolinea San Charles de Foucauld, per diventare veri discepoli di Gesù dobbiamo incarnare alcune caratteristiche essenziali di Giovanni Battista: la fermezza, la costanza, la forza, il coraggio, la povertà, la penitenza, l’abiezione e la morte al mondo. Per fare questo, in questa settimana impegniamoci a leggere, meditare, conoscere ed approfondire le Scritture, così da saper ritrovare nella nostra vita e nella storia i segni del passaggio di Gesù accanto a noi. Diventeremo anche noi messaggeri della venuta di Cristo?

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FARE PENITENZA, UN’ESIGENZA CHE NASCE DALL’AMORE: la conversione
In questa seconda settimana vogliamo preparare il nostro cuore ad accogliere Gesù che nasce per noi. Spesso tante cose riempiono i nostri pensieri, togliendo spazio al vero Amore. Come risuona nella predicazione di Giovanni Battista, siamo chiamati a convertirci, perché il Regno dei Cieli è vicino. Per realizzare questo è necessario fare penitenza che, come spiega san Charles de Foucauld, vuol dire innanzitutto provare dispiacere per i nostri peccati, così da riconoscere il grande amore di Dio, sempre pronto a perdonarci ogni volta che, umili, torniamo da Lui. La conversione si concretizza nella propria situazione di vita e deve avvenire ogni volta, non è mai una volta per sempre! Quando mi accorgo che non sto vivendo secondo lo stile Gesù, trovo il coraggio per cambiare strada e inizio a camminare seguendo la Via indicata dal Salvatore. Vigiliamo in questo periodo di Avvento per non cadere più nell’errore e lasciare quindi il nostro cuore libero di accogliere Gesù che viene.

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VEGLIATE PER STARE CON GESU’
la vigilanza e l’attesa
Iniziamo oggi il nostro percorso d’Avvento facendoci accompagnare da san Charles de Foucauld. L’atteggiamento della vigilanza è la colonna portante di questo periodo: anche la Corona d’Avvento, con le sei luci accese progressivamente ogni domenica, ci porta in questa dimensione di tempo scandito da un’attesa. Per un cristiano attendere non significa però aspettare in maniera passiva, essere spettatore di fronte alle vicende del mondo. Il nostro cammino nel realizzare il Regno di Dio (è questo poi, ciò che davvero aspettiamo!) passa per una reale e concreta presa di responsabilità. Noi siamo invitati ad accorgerci che Gesù è adesso e, se non voglio che mi passi accanto senza accorgermene, devo essere attento, ossia, teso verso Lui per scoprire come mi viene incontro. Può accadere con la sua Parola, a Messa, con una buona intuizione che lo Spirito mi suggerisce, attraverso una persona che incontro. Gesù ci conosce bene: sa che a volte siamo dispersi, distratti, assonnati dalla noia! Per accogliere il Signore Risorto devo essere sveglio, attento nel saperlo riconoscere.