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“Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità»” (Gv 14,15-17a).
Dopo i giorni nei quali con la Liturgia abbiamo rivissuto le apparizioni di Gesù risorto, dopo aver contemplato l’Ascensione di Gesù al cielo, ecco che cinquanta giorni dopo la Pasqua giunge la Pentecoste. È la solennità che introduce la Pasqua del Signore Risorto nella vita dei risorti, nella nostra vita di redenti da Lui. La Liturgia ci presenta un brano del Vangelo di Giovanni, che proviene dai discorsi di addio, con i quali Gesù ha voluto confidare agli apostoli ciò che più gli stava a cuore per la loro vita futura, per il loro avvenire, per la missione che avrebbe loro affidato. E Gesù, per il loro futuro, annuncia il dono dello Spirito Santo. Due sono i nomi con cui qui Gesù parla dello Spirito Santo: il Paraclito e lo Spirito della verità: il Paraclito è l’avvocato, il difensore; lo Spirito della verità ci porta sulla via della verità di Dio, ci conduce alla verità che è Dio, Gesù Cristo, Figlio di Dio.

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“Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. … Voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia” (Gv 16,20b.22).
Gesù manifesta se stesso con il dono della gioia, la gioia cristiana, che trova il suo fondamento nella libertà, nella pace, nella fratellanza, nel rapporto di fede con Dio. Ma se mancano questi fondamenti, come può esserci gioia? Come è possibile la gioia nel nostro mondo, pieno di contraddizioni, ingiustizie, guerre? La gioia così non è forse fuga dalla realtà? No, la gioia non è cancellare la Croce di Gesù, che non è una sconfitta; e se non è una sconfitta, allora tutta la storia umana deve essere interpretata in modo diverso. È questa la ragione ultima che giustifica la gioia, anche se le situazioni della vita possono essere non facili. La gioia cristiana è gioia che viene da Dio, è dono di Dio; viene dalla certezza che Gesù ci ha salvato; è la gioia che proviene dall’amore di Dio, che salva l’umanità.

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“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»” (Gv 13,34-35).
La nostra Comunità è in festa perché oggi 38 ragazzi e ragazze di quarta elementare ricevono la Prima Santa Comunione. Due di loro ricevono anche il Sacramento del Battesimo.