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Gesù chiese al dottore della Legge: “«Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così»” (Lc 10,36-37).
La parabola del buon Samaritano si gioca su due domande. La prima è quella del dottore della Legge: “Chi è mio prossimo?”, cioè fin dove arriva il comandamento dell’amore, come posso soddisfare questo precetto? La seconda domanda è quella di Gesù, alla fine della parabola, il quale rovescia la domanda che gli era stata fatta: Non più “Chi è il mio prossimo”, ma “Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?”. Che conta non è sapere chi è il nostro prossimo, ossia la categoria di persone che ci permette di esercitare la carità, ma farci prossimo, spostando il centro di interesse da noi agli altri.

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AMA. QUESTA SÌ CHE È VITA!
“Invito tutti e per tutto l’anno ad abitare il paese dove si ama la vita, perché è dono di Dio, è la vita di Dio; ad abitare nel paese dove si ama la vita, perché è vocazione alla gioia, la gioia di Dio; dove si ama la vita e si guarda lontano, perché si vorrebbe condividere con tutti la grazia di abitare in Dio.Questa è la vita eterna, che conoscano te, l’unico vero Dio e colui che hai mandato, Gesù Cristo (Gv 17,3)”. (Dal Messaggio dell’Arcivescovo per la festa dell’Oratorio).
“Riprendiamo le attività dell'anno oratoriano con lo slancio di un nuovo inizio e torniamo all'essenziale della nostra fede, comunicando la bellezza di una vita che si spende per amore e dando testimonianza di una comunità dove ci si ama «gli uni gli altri». Dio che è amore lo si conosce così, sperimentando la libertà dell'essere suoi figli, l'unità fra i suoi discepoli, la gioia che si esprime nella festa. AMA. QUESTA SÌ CHE È VITA! L'oratorio vive così un anno di "rinascita", puntando sulla scoperta di ciò che rende felici e su un'attenzione che coinvolge una fascia d'età specifica: gli adolescenti. Questo anno oratoriano 2021-2022 diventa l'Anno straordinario Adolescenti!” (dal testo della FOM).

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"Quello che è nato dallo Spirito è spirito" (Gv 3,6) Che cosa fa lo Spirito di Dio? Egli con la sua luce rischiara la vita di quelli che, come è invitato a fare Nicodemo, si lasciano condurre dallo Spirito Santo. Questa è la strada di tutti coloro che, come Nicodemo, non fuggono dalla realtà, ma accettano di affrontare i propri dubbi, le proprie debolezze, le proprie oscurità. Scrutano perciò negli angoli bui della propria vita, della propria coscienza; sanno però di essere rischiarati dalla presenza e dal dono dello Spirito Santo. Non mancano nella vita momenti difficili, situazioni inquietanti, passaggi delicati. Ecco allora che lo Spirito Santo ci fa intuire il senso delle cose, il significato della nostra vita e di ciò che in essa accade; pensiamo alla malattia, alla perdita di una persona cara, al dolore innocente. Lo Spirito, se solo ci lasciamo condurre da Lui, ci avvolge con la sua luce ed il suo calore, mettendoci con decisione sulla via del Vangelo.
Mons. Angelo

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FESTA DI SANT’EUFEMIA PATRONA DELLA COMUNITÀ PASTORALE
La festa di S. Eufemia, alla quale è dedicata la nostra Comunità Pastorale, è un rinnovato invito a vivere questo percorso di Comunità come occasione privilegiata di comunione e di corresponsabilità, come via per essere più autenticamente Chiesa, e non semplicemente come modo per rendere più semplice, mediante l’unificazione di alcuni “servizi”, la vita delle singole Parrocchie, che la compongono. Questa festa è perciò l’invito a domandarci ancora una volta a che punto è la coscienza del nostro essere Chiesa. Infatti, come scrive l’Arcivescovo Mons. Mario Delpini nella Proposta pastorale per l’anno 2021-2022 “Unita, libera, lieta. La grazia e la responsabilità di essere Chiesa”, ”è l’unica Chiesa di Cristo che nutre le sue comunità, sopperendo alla stanchezza delle antiche terre di cristianità, per dare slancio alla missione”. Forse il cammino della nostra Comunità Pastorale risente un po’ di una simile stanchezza. Ecco allora l’invito a svegliarci dal torpore, per far trasparire il volto di una Chiesa che è comunione e missione.
Mons. Angelo

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FESTA PATRONALE DI SANTA MARIA NASCENTE (5 – 8 settembre 2021)
Ritorna un appuntamento che ci è caro: la festa patronale di S. Maria Nascente, alla quale è dedicata la Parrocchia prepositurale. Una famiglia, come è anche la Comunità cristiana, vive anche dei momenti di festa; e questa è una festa che ha il colore e il calore di un’appartenenza. Per questo motivo è bello ricordare il cammino percorso insieme ad alcuni sacerdoti che hanno fatto parte – e spiritualmente continuano a far parte – della nostra Comunità. Essi sono: Don Giovanni Meraviglia, Don Stefano Rocca, Don Luigi Pisoni, Don Raffaele Anfossi, i quali in epoche diverse sono stati assistenti del nostro Oratorio e quest’anno ricordano uno speciale anniversario sacerdotale: Don Giovanni 60 anni di sacerdozio, Don Stefano 40, Don Luigi 25, Don Raffaele (che non potrà essere presente a motivo di un impegno inderogabile sopraggiunto solo alcuni giorni or sono) 20. Li affidiamo tutti nella preghiera alla nostra celeste patrona. Ed è a Maria che sarà dedicata anche la serata della festa dell’8 settembre. Lo faremo con le parole di Dante Alighieri, nel VII centenario della sua morte. Infatti un grande cultore del sommo poeta, Franco Nembrini, leggerà e commenterà il canto XXXIII del Paradiso: “Vergine madre, figlia del tuo figlio, | umile ed alta più che creatura, | termine fisso d'eterno consiglio”. È l’unica iniziativa, per ora, che si svolge nella nostra città per commemorare il grande poeta. Confido nella vostra partecipazione.
Mons. Angelo