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“Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. […] Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui” (Gv 2,1-2.11).
“È Maria, la madre di Gesù, che difende la gioia degli sposi, che tende a far rivivere la serenità in un momento che poteva essere di turbamento e di vergogna per la coppia di sposi. Ella supera ogni difficoltà, rende tutto facile attraverso la parola rivolta a Gesù e quindi attraverso il comando che Gesù dà ai servitori: «Riempite d'acqua le giare». Nelle giare colme di acqua leggo il nostro povero contributo, il vostro stare vicino ai malati cercando di entrare nel loro cuore, nella loro intima sofferenza. Come l'acqua delle giare di Cana, trasformata dal Signore in vino, attraverso la vostra attenzione e delicatezza si rende presente Gesù stesso, la potenza della sua grazia, e su tutto veglia Maria per la cui intercessione i nostri gesti di vicinanza si mutano nel calore della fede e nel fervore” (Card. Carlo Maria Martini, 10 novembre 2001).

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“In quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni” (Mc 1,9)
Nella solennità della Epifania abbiamo celebrato la rivelazione di Gesù ai Magi. Ma questa sua manifestazione non si è esaurita nell’Epifania. L’Epifania trova il suo compimento nel Battesimo di Gesù al fiume Giordano. E trova la sua conferma nelle parole divine, “una voce dal cielo”: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

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Solennità dell’Incarnazione o della Divina Maternità della Beata sempre Vergine Maria
“Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Lc 1,31)

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Il Precursore
Il Precursore, cioè colui che viene prima, colui che viene a preparare la strada a chi sta per arrivare, è Giovanni Battista, una grande figura dell’Avvento. Egli è “voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore”. Giovanni afferma di essere voce, cioè testimone di Gesù Cristo, perché sa che il Messia verrà per iniziare la sua missione di salvezza. La sua confessione è chiara, decisa; il tono altezzoso dei farisei, che erano stati inviati a lui, non lo spaventa; egli parla e agisce secondo ciò in cui crede. Egli fa tutto per preparare la strada del Signore, per facilitare la sua missione di salvezza. Quella di Giovanni Battista è testimonianza a Gesù: “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me, ed era prima di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo”. Giovanni Battista sa di essere l’ultimo di fronte alla grandezza di Gesù. Ma anche l’ultimo può e deve essere testimone.